luglio 16, 2009

Strazio si, ma mediatico

Premettendo che la morte di un giovane è sempre una disgrazia ed un dolore, con il dovuto rispetto per parenti e amici, non si può non notare lo spettacolo nauseante al quale si assiste da due giorni a questa parte su giornali e TV. Mi riferisco ovviamente alla morte in Afganistan del parà italiano.
La solita ipocrisia; interviste a parenti vari e conoscenti; "era un bravo ragazzo"; "era solare e affidabile", e via con il solito repertorio tutto italico.
E no, non ci siamo per nulla. Era un militare che ha liberamente scelto di fare il militare, di servire il suo paese e il mondo libero per degli ideali ai quali credeva. I militari italiani, non sono "i nostri ragazzi". Sono uomini e donne che hanno scelto un mestiere difficile e pericoloso. Sono professionisti che vanno a fare il loro lavoro conoscendo i rischi che corrono, non sono studenti in gita a Disneyland. Dobbiamo essere loro riconoscenti e orgogliosi per ciò che fanno, ma lo spettacolo indecente al quale i media e parte dei politici ci stanno facendo assistere, è vergognoso e rivoltante. I soliti mezzucci per vendere di più, robe da meretricio giornalistico e da puttane in carriera politica.
E tutti gli altri militari americani, australiani, inglesi etc. che sono morti per gli stessi ideali in Afganistan o in Iraq, cosa sono, morti di serie B? Valgono meno dei "nostri ragazzi"? Eppure per loro non ho visto giornalisti commossi e neppure interviste ai vicini di casa o al benzinaio dietro l'angolo.

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