luglio 10, 2008

Tacchi, dadi e datteri

Non mi capita spesso di andare in un ufficio postale in qualunque città italiana. Fino a qualche tempo fa, l’impressione che ne traevo era la solita: inefficienza, maleducazione (frequente), senso di sudditanza come quando si ha a che fare con ogni ente pubblico. Ultimamente però le cose sono cambiate: l’inefficienza e la maleducazione, sono rimaste; i servizi erogati, sono rimasti a livello di terzo mondo, i servizi online sono rimasti vergognosi, sempre che siano davvero erogati, e non vi compaia sul monitor per dei mesi di seguito la scritta “Servizio temporaneamente non disponibile, riprovare più tardi”. Il cambiamento riguarda solamente l’arredamento rinnovato, e l’impressione di essere entrato NON in un ufficio postale, ma in una casba di qualche città mediorientale. I locali sono letteralmente affollati di scaffali ed espositori con sopra merce in vendita di ogni tipo: giocattoli di categoria dozzinale, libri, cd, accendini, dvd, condizionatori, telefonini, agende, radio portatili e accessori per PC ed altra mercanzia da mercatino delle pulci.
Ma… i servizi postali? Accomodatevi signori sudditi coglioni italiani ed immigrati vari. Acquistate le porcherie ed il ciarpame esposto nei nostri “negozi”; cosa credevate, di entrare per una raccomandata od un versamento? Siete dei coglioni…

Nessun commento: