giugno 10, 2008

Grande Fratello


In Italia ci sono qualcosa come circa centomila utenze telefoniche sotto controllo, ufficialmente, da parte di organi dello Stato per un totale di circa tre milioni di utenti registrati le cui telefonate finiscono per essere trascritte per gli usi più disparati. A queste, vanno aggiunte le utenze sotto controllo “ufficiosamente”, e quindi illegalmente. E’ un record mondiale; gli altri paesi democratici e con la giustizia che funziona, ne hanno ordini di grandezza inferiori. Negli USA sono circa 1.700 e nel Regno Unito, 5.000. Siamo spiati, osservati, registrati dal Grande Fratello. I soliti quotidiani leccaculo, oggi si sono premurati di far notare come il caso di cronaca di ieri circa le porcherie che si sarebbero svolte nella clinica Santa Rita di Milano, sarebbero emerse grazie all’uso delle intercettazioni telefoniche. Peccato che si siano dimenticati di far notare come la maggior parte delle intercettazioni, non servano assolutamente alla giustizia, ma a processare mediaticamente degli innocenti, anzi, processare anche nei tribunali e rinchiudere in galera degli innocenti. Qualche esempio? Salvo Sottile, Filippo Pappalardi, Mastela, D’Alema, Gianpietro Fiorani, padre Fedele Bisceglie, il padre dei fratelini Ciccio e Tore, eccetera eccetera. Per decenza e carità di patria, mi astengo dal commentare questa vergogna tutta italiana.

9 commenti:

Tetsuo ha detto...

100 mila utenze non vuol dire 100 mila persone, visto che solitamente chi è intercettato ha più di una utenza (moggi ne aveva 45) e spesso si intercettano più persone legate allo stesso "crimine".
Inoltre in Italia intercetta solo la magistratura (quelle illegali come le chiam tu, tipo Telecom, sono illegali, quindi che ce'netrano in questo discorso?), mentre negli USA ed in Ighilterra (che tu citi) possono intercettare anche gli enti locali (comuni), le agenzie di borsa (tipo consob), addirittura i servizi sanitari.
Be tu citi (da che fonte) pochissime utenze negli USA ed in GB... ma sicuro che siano quelle le sole utenze, oppure hai preso i dati di qualche singolo "ente"?
Inoltre tra i nomi che citi (due volte pappalardi) c'è un certo Fiorani... be non mi sembra sia un santino da chiesa (forse sbaglio nome?), ma uno che invece di festeggiare in costa smeralda dovrebbe risarcire la gente che ha frodato!
Il problema dei giornali lo condivido, basterebbe sistemare quello e non eliminare le intercettazioni... cosi oltre ai soliti noti, favoriamo anche gli assassini, i sequestratori, i truffatori e tutti quelli che non sono ne mafiosi ne terroristi.
Ad esempio al Nord le intercettazioni sono state fondamentali per prendere i gruppi che rapinano le ville...cosa utile non credi?
Si discuta dei paletti da mettere alla diffusione delle notizie e non ai mezzi di indagine, che anzi più sono e meglio è...

Nice&Nasty ha detto...

100 mila utenze non vuol dire 100 mila persone, visto che solitamente chi è intercettato ha più di una utenza (moggi ne aveva 45) Il fatto che Moggi ne avesse tante, scua, ma non vuol dire nulla a proposito del tuo conto... Perdonami, ma mi sembra un discorso non realistico.
Le cifre che cito, sono quelle ufficiali rilasciate da detti paesi e riportate da vari quotidiani, oltre che reperibili sulla rete.
Per quanto riguarda le intercettazioni illegali, sono varie; fai due chiacchiere in alcuni tribunali e senti che ti dicono... è una vecchia storia, non è una novità.
Non ho detto che Fiorani è un santo, ma le intercettazioni pubblicate, si sono rivelate una bolla di sapone: inconsistenti.
Ad esempio al Nord le intercettazioni sono state fondamentali per prendere i gruppi che rapinano le ville...cosa utile non credi? Siamo su due lunghezze d'onda assai diverse. Anche la tortura può essere utile per scoprire crimini e responsabilità! Che facciamo, adottiamo anche quella? La democrazia è un'altra cosa, non pensi? Le intercettazioni, dovrebbero essere un mezzo eccezionale, non normale.

Tetsuo ha detto...

Be associare le intercettazioni alla tortura è una bella forzatrura!
Le utenze non sono le persone e quindi assurdo dire 100 mila utenze, senza però fare il distinguo con le persone.
Inoltre se intercetto una persona, gli metto sotto controllo il lellulare, la casa e l'ufficio... come è logico sapere che chi delinque ha spesso più schede telefoniche e che le cambia di continuo.
Inoltre i tuoi dati sono relativi alle intercettazioni portate ai processi od a quelle tracciabili, mentre quelle fatte ma non usate e quelle fatte dai servizi segreti, non sono tracciabili.
In Italia le int. sono disposte dai giudici e quindi sono quantificabili, mentre all'estero non si usa la stessa logica, ma le int. possono farle i comuni, i servizi segreti ed addirittura il servizio ambulanze (in GB) e di queste non si ha tracciabilità, se non espressamente richiesta dal ministero dell'interno del paese o da qualche giudice.
Le intercettazioni non sono uno strumento speciale, ma uno degli strumenti (forse il fondamentale) per le investigazioni di un certo tipo (vedi ultimo caso del Santa Rita) e non vanno a ledere i diritti delle persone come le torture (altrimenti sarebbero bandite anche dall'ONU non credi?).
Credo sia giusto porre un freno ai giornalisti, non agli investigatori.
Basterebbe punire severamente le indiscrezioni che trapelano, non eliminare uno strumento investigativo.

Anonimo ha detto...

Nonostante i distinguo resta il fatto che abbiamo il record di intercettazioni anche rispetto a paesi come l’America, e che dunque, sembra di capire, secondo Repubblica gli USA sono un paese che ha meno problemi di criminalità del nostro (Repubblica sul punto dovrà poi decidersi: la criminalità in Italia è un problema serio o un escamotage politico della destra?). A giudicare dal numero di intercettati, siamo il paese più densamente popolato di criminali d'Europa, anzi il numero di intercettati (80.000 o 100.000 Bonini O Alfano sempre a spanna è) è più alto di quelli d'Europa e America messe insieme (rispetto agli USA addirittura quasi dieci volte di più).
E' normale in un paese democratico?
Ma ammettiamo che la situazione interna da noi richieda queste misure che per il loro numero risultano abnormi in tutti gli altri paesi cosìdetti civili.
Bonini dice che noi siamo garantisti più degli altri, ma a leggere l’articolo non si capisce bene in quale punto. Certamente non rispetto alla Gran Bretagna, dove oltre ad essere autorizzate dal Ministro dell’interno (in realtà da una commisione dipendente dal ministero; da noi è Maroni che dovrebbe autorizzarle, per fare un paragone piccolo piccolo) queste intercettazioni non possono essere usate come prove. Mi sembra un punto importante, no? Anzi determinante. Se poi andiamo agli altri paesi citati, non vediamo descritte da Bonini le differenze: in Spagna sarebbe a rischio di incostituzionalità la legge che le regola. Dove? Mah. Bonini non lo dice. In Germania le regole sono “rigidamente” tipicizzate, dice il giornalista. Non sembra una descrizione che lasci intravedere una lassità maggiore di quella italiana. La Francia sembra essere come noi, a prima vista, solo che il numero di intercettazioni è assai inferiore. Forse per avere un idea un po’ più realistica della situazione degli altri paesi, invece di leggere Bonini e sentirsi tranquilli di vivere in un paese normale, bisognerebbe leggersi il lavoro comparativo del 2006 della commissione parlamentare citato dal nostro bravo giornalista. Il quale avrebbe almeno potuto dare dei riferimenti per andarlo a cercare questo famoso lavoro. Poco male, c’è sempre qualcuno che anche se una cosa l’ha scritta Bonini, la va a controllare lo stesso, così per informazione personale ed evitare di farsi prendere troppo in giro. Il lavoro si intitola “disciplina delle intercettazioni” n. 2 settembre 2006 e si può leggere qui: http://banchedati.camera.it/dossier/GetHtml.asp?Item=4&parole=si&Legislatura=15&Cont=0&url=http://documenti.camera.it/leg15/dossier/testi/MLC002.htm. Chi avrà voglia se lo leggerà e capirà, spero, da solo. Ma certamente noterà che a fini probatori solo in spagna (ed in Italia), queste "utilissime" intercettazioni sono concesse. Negli altri paesi, come in GB, esse sono solo d’ausilio per le indagini, senza contare le altre differenze, che a me operatore del diritto, appaiono rilevanti (tempi, procedure e tipi di reato) e che fanno apparire la Spagna e sopratutto l’Italia come le meno garantiste.
Dunque che conclusioni trarre dall’articolo di Bonini? A me, dopo aver studiato il caso, sembra che oltre ad essere lui a non raccontare esattamente le cose come stanno, Bonini abbia voluto un po’ minimizzare la situazione delle intercettazioni in Italia, che invece è e rimane grave, indegna di un paese libero.
PIUS

Nice&Nasty ha detto...

@tetsuo: Le intercettazioni non sono uno strumento speciale, ma uno degli strumenti (forse il fondamentale) per le investigazioni di un certo tipo
Non sono d'accordo neppure su questo: se le intercettazioni sono considerate il mezzo fondamentale, vuol dire che chi indaga, non lo fa bene (per non dire di peggio). E' come in medicina: gli esami e le analisi, servono per CONFERMARE una diagnosi, non per farla (nel 98% dei casi). Il medico che, non sapendo che pesci pigliare, riempie il paziente di esami ed analisi, NON è un bravo medico...
Se ti metti a frugare nella vita privata di chiunque, alla fine qualcosa trovi, magari piccole cose, ma le trovi. Rimane il fatto che negli altri paesi, le intercettazioni sono MOLTO ma MOLTO meno utilizzate che da noi, e la giustizia, funziona pure meglio!

Nice&Nasty ha detto...

@anonimo: Benvenuto e grazie per il tuo intervento e per il link. Sono in accordo con te su molte cose.

Tetsuo ha detto...

Ma si possono fare i tuoi paragoni?
Prima paragoni le intercettazioni alle torture... ora un crimine ad una malattia.
La diagnosi la si fà, perchè i sintomi e le analisi confermative portano a dei dati "tipici" della malattia.
Un crimine non è mai tipico nelle modalità e nelle persone coinvolte.
Se fosse come dici tu, ci vorrebbe poco a trovare i criminali... si fanno 3-4- prove di reato ed il gioco è fatto... peccato che le malattie si nuovano sempre (o quasi) negli stessi modi, mentre i crimini sono sempre innovativi e mai ripetitivi (se non funzionali).
In Italia la giustizia non funziona non per colpa delle intercettazioni, ma per altri motivi... quali? non lo so, si dovrebbe cercarli, ma veramente... non eliminando le intercettazioni, ma eliminando gli ostacoli ad un decorso celere dei processi.

libertyfighter ha detto...

Quoto il tuo post. E pure il commento dell'anonimo (PIUS).
Mi piace molto il paragone con la tortura. Che non trovo affatto sbagliato o spropositato. Purtroppo c'è molta gente che reclama i diritti solo quando ledono l'integrità fisica. Solo allora lo Stato dovrebbe "fermarsi". Può invece con disinvoltura espropriare cose, denaro, tempo e, nel caso delle intercettazioni espropriare la privacy.
Trovo altrettanto scabroso uno Stato che lede diritti non fisici che uno che lede quelli fisici. Senza contare poi che con le intercettazioni si vengono a scoprire tanti segreti di tante persone, che possono successivamente essere financo ricattate.

Nice&Nasty ha detto...

Benvenuto Libertyfighter. I diritti "non fisici", sono la base di tutto, senza questi, gli altri non hanno fondamenta.