luglio 27, 2007

Il congiuntivo... roba che si mangia?



Non sono certamente un cultore della lingua italiana e neppure mi scandalizzo quando qualcuno commette errori grammaticali o di sintassi; non abbiamo tutti la stessa cultura, e la vita porta a percorsi scolastici o di studio in generale, diversi, e poi chissà quanti ne commetto anch'io. Un’eccezione però la faccio. Sono i giornalisti. La realtà del giornalismo italiano è davvero triste. Facendo davvero poche eccezioni, ci troviamo ad avere a che fare con una massa di ignoranti, di deficienti (nel senso latino di deficere, meglio specificare prima che qualche “dotto” giornalista fraintenda).
Basta sfogliare un quotidiano per rendersene conto. I congiuntivi sono oramai praticamente inesistenti anche nei titoli; forme dialettali e castronerie ogni poche righe, citazioni completamente sballate, apostrofi sparsi a caso, qualche h aggiunta qui e la…Cose inammissibili per chi fa della lingua parlata e scritta la sua professione. Il bello è che i signori giornalisti appartengono ad una vera e propria casta, un club esclusivo con metodi che ricordano. L’Ordine dei Giornalisti esiste solo in Italia. Sono tutti cretini negli altri paesi? O magari è solo un modo per proteggere i privilegi di una categoria professionale che non ha altri mezzi per farsi valere e rispettare? La professionalità, quando c'è, non dovrebbe bastare? Il punto non è questo, ma il fatto che le lauree, gli esami di ammissione, i praticantati etc., non proteggono questi professionisti dalle figuracce da ignoranti che quotidianamente fanno senza mostrare il minimo pudore. Ripeto, non vorrei generalizzare troppo. Ma lo scrivere corretto, pulito ed elegante non fa parte certamente della maggioranza di questi professionisti. Sono senza pudore. Vergogna!

10 commenti:

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Gente abituata ad inviare troppi SMS... alle escort :-))

Ne ho conosciuti alcuni ai tempi... non e' che nel privato riuscissero a dare il meglio di se'... in tutti i sensi :-)))

Nice&Nasty ha detto...

Vuoi dire che a furia di scrivere per acronimi, disimparano l'italiano? Può anche essere, ma alla base rimane una bella ignoranza di base! ;-))

Andrà a finire che da un momento all'altro leggeremo sui quotidiani RAI1 e RAI2 in contesti diversi dalla programmazione televisiva :-)

SimplyAlexa ha detto...

Io ho una domanda N&N, io ho notato che i giornali Italiani leggono come un libro pesante. Nel senso che, scrivono usando non una frase or sentenza corta ma ...on and on, senza fare senso. Oppure sono io a non capire? Mi sembra di arrivare mai al "dunque." Per esempio, tu leggi The Economist oppure the BBC? Dal primo paragrafo si capisce subito il contenuto ma i giornali Italiani...per me sembra che ho un arato e non arrivo mai in fondo al pezzo di terreno di arare!

Sono io perche capisco poco l'Italiano...?

SimplyAlexa ha detto...

By the way, avevo un asino tempo fa alla mia casa vicino a Siena. Ho un debole per loro sicche la tua foto mi ha portato ad anni adietro...donkeys sono sempre pieni di "attitude" come me! ;-)

Ciao

Nice&Nasty ha detto...

simplyalexa, hai ragione. Per me i motivi di questa differenza tra i giornali italiani e quelli di lingua inglese, sono principalmente due (a parte la bassa qualità generale del giornalismo italiano rispetto a quello anglosassone): l'inglese è una lingua molto più sintetica e concisa rispetto l'italiano. Se hai notato, per tradurre in italiano una frase di due righe scritte in inglese, ne devi usare almeno tre in italiano. Forse anche perche l'italiano è più ricco di termini con molte sfumature diverse. Poi è anche dovuto al fatto che in Italia si fanno purtroppo troppe chiacchiere e pochi fatti. Americani ed inglesi sono molto pragmatici; gli italiani sono molto chiacchieroni... Anche le news in televisione; da noi solo tante chiacchiere su chi ha detto cosa, da voi, meno chiacchiere e più notizie, più fatti. Magari posso sembrare troppo esterofilo, ma la mia è esperienza. Passare molto tempo da voi, mi ha fatto vedere le cose in maniera diversa.

Lettore siculo-pakistano ha detto...

Sono totalmente d'accordo con voi. Oggi sono questi signori a plasmare la lingua, non certo i poeti come ai tempi di Dante. Io non sono un purista, anzi sono consapevole che la lingua è in continua trasformazione, ma vedere persone così ignoranti e superficiali occupare posti di responsabilità nei giornali e nelle tv mi fa sinceramente male.
Ricordo anni fa quando sentii per la prima volta un giornalista tv pronunciare una frase del tipo: "Il tal politico è rientrato nelle fila del partito". Peccato che "fila" sia un plurale femminile di "filo" che si usa solo in senso figurato in frasi del tipo: ordire le fila di una congiura (cioè intrecciare i fili...). Il plurale di "fila", cioè un insieme di persone o di oggetti schierati, è "file". Si dice le "file" del partito o della squadra, non le "fila". Ovviamente i signori giornalisti non hanno tempo per consultare i dizionari e, siccome dire "le fila del partito" fa molto chic, oggi quell'errore è diventata la regola e sono convinto che se in una redazione di giornale una qualche anima bella di cronista osasse scrivere "le file del partito" verrebbe subito ripreso da qualche collega che "la sa lunga".

Lettore siculo-pakistano ha detto...

Simplyalexa hai proprio ragione. L'involuzione della lingua e della letteratura Italiana in senso retorico-cortigianesco sul piano formale e intimistico-narcisistico su quello dei contenuti è iniziato con Petrarca. Il Duecento e primo Trecento, fino a Dante, è assai meglio. La Summa Teologica di Tommaso, per esempio, è scritta in un latino assai più moderno e chiaro dell'italiano che parlano e scrivono oggi tanti professori, giornalisti e scrittorelli da premio letterario.

SimplyAlexa ha detto...

Ah, lettore siculo, ho studiato anche Petrarca ed ecco il motivo per cui non ho trovato un pizzico d'amore per lui. A quei tempi non capii il motivo. Dante e sempre il mio preferito e quando torno in Italia, vedro di trovare La Summa. A volte non riesco ad aspettare che finiscono di parlare i giornalisti perche non finisce mai e non lasciano agli altri ne l'opportunita di rispondere ne di respirare prima di rispondere. Grazie della spiegazione.

N&N, hai ragione sulle chiacchiere e poi, anni fa dovevo tradurre bits and pieces of Italian per motivi di lavoro e hai ragione ed anche una parte della bellezza della lingua Italiana e la ricchezza delle sfumature. Grazie per la spiegazione!

artemisia ha detto...

Scusa ma il congiuntivo non è un'infiammazione degli occhi? :-))

Nice&Nasty ha detto...

@artemisia: attenzione che qualche giornalista potrebbe fare tesoro della tua affermazione, e confermare una sua convinzione! :-)))