marzo 31, 2007

Ipocrisia del linguaggio politicamente corretto



Con questo post inauguro una piccola rubrica: "digitus impudicus". Vi troverete tutto quello che di volta in volta merita il mio più sentito e convinto dito medio sollevato.

E' da qualche anno che sui giornali, in televisione e nei discorsi dei cosiddetti radical-chic assistiamo all'uso di termini che grondano ipocrisia in modo rivoltante: diversamente abile, operatore ecologico, non vedente etc.
Una persona così sfortunata da vivere con un handicap, si sente per caso meglio se lo chiamiamo "diversamente abile"? Portiamo loro più rispetto per caso? Un mio conoscente in queste condizioni, si sente addirittura offeso quando sente usare questi termini.
Che significato ha chiamare un cieco "non vedente"? E' più dignitoso chiamare uno spazzino, "operatore ecologico"?
Levo con forza il mio digitus impudicus a questa ipocrisia dilagante del politicamente corretto!

3 commenti:

Chiara di Notte (Klára) ha detto...

Beh, adesso comprendo perche' mi hai linkata al tuo blog :))))

Nice&Nasty ha detto...

Pare che parlare chiaro sia sconveniente. Io preferisco chiamare le cose con il loro nome, anche se Shakespeare ha fatto dire a Giulietta: "Ciò che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome, avrebbe il suo profumo". Versi bellissimi che però non nascondono nessuna ipocrisia.

lettore siculo-pakistano ha detto...

Vangelo secondo Matteo 15,31

"E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele".


Anzi no, meglio così:

"E la folla era piena di stupore nel vedere i fonosvantaggiati che parlavano,i diversamente abili divenuti identicamente abili, gli ipocinetici che camminavano, i non vedenti/ipovedenti che vedevano. E glorificava il Dio di Israele.

Sì, ora è senz'altro meglio!
Però quel "Dio" sbattuto lì con la maiuscola!
Davvero non ho parole:si può essere più discriminatori nei confronti di atei e di agnostici?
Quanta strada dobbiamo ancora fare!