settembre 03, 2007

Non è scontato come sembra...

E' uno dei versi scritti da Shakespeare che mi ha da sempre colpito maggiormente. Così semplice e diretto, ma allo stesso tempo anche profondo. (Romeo and Juliet. Act II. Sc. 2)


What ’s in a name? That which we call a rose
By any other name would smell as sweet.


agosto 31, 2007

E' più simpatica di Google...


Oggi vi consiglio un link simpatico. Se ne è parlato sulla rete circa un anno fa, ma comunque non è molto conosciuto. Vi consiglio di alzare il volume, e fare qualche prova interagendo con la simpatica signorina: Ms.Dewey
E' un esperimento della Miscrosoft, ma stranamente, è ben riuscito ;-)

agosto 30, 2007

Gatti e Poeti


Questo post vuole solo essere un mio piccolo omaggio ad un grandissimo poeta americano che mi ha sempre dato emozioni profonde. Sto parlando di T.S. Eliot, Premio Nobel per la letteratura nel 1948 (quando ancora il Premio Nobel aveva una sua dignità e non era un'espressione politica come ora... sic!).
I veri grandi artisti dimostrano la loro grandezza anche quando si esprimono con opere minori, con divertissement. "Old Possum's Book of Practical Cats" è certamente uno di questi, anche se poi da questa operetta è stato tratto il musical Cats visto da milioni di spettatori nei teatri di mezzo mondo.

La prima poesiola dell'opera è:

The Naming of Cats

The naming of Cats is a difficult matter,
It isn’t just one of your holiday games;
You may think at first I’m as mad as a hatter When I tell you, a cat must have THREE DIFFERENT NAMES.
First of all, there’s the name that family use daily,
Such as Peter, Augustus, Alonso or James,
Such as Victor or Jonathan, George or Bill Bailey-
All of them sensible everyday names.
There are fancier names if you think they sound sweeter,
Some for the gentlemen, some for the dames:
Such as Plato, Admetus, Electra, Demeter-
But all of them sensible everyday names.
But I tell you, a cat needs a name that’s particular,
A name that’s peculiar, and more dignified,
Else how can he keep his tail perpendicular?
Or spread out his whiskers, or cherish his pride?
Of names of such kind,
I can give you a quorum, Such as Munkustrap, Quaxo, or Coricopat,
Such as Bombalurina, or else Jellylorum-
Names that never belong to more that one cat.
But above and beyond there’s still one name left over,
And that is the name that you never will guess;
The name that no human research can discover-
But THE CAT HIMSELF KNOWS, AND WILL NEVER CONFESS.
When you notice a cat in profound meditation,
The reason, I tell you, is always the same:
His mind is engaged in a rapt contemplation
Of the thought, of the thought, of the thought of his name:
His ineffable
effable
Effanineffable
Deep and inscrutable singular Name
p.s.: se per caso non si fosse capito, ebbene si, lo ammetto, sono un gattofilo ;-)

agosto 26, 2007

Aforismi & Citazioni # 3


Fino all'anno scorso avevo un solo difetto: ero presuntuoso.

Woody Allen

agosto 21, 2007

Aforismi & Citazioni # 2


L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili;
il pessimista, sa che è vero.

agosto 09, 2007

Aforismi e Citazioni # 1


Mentre un uomo si prepara per il primo appuntamento con una donna,
si chiede se sarà un incontro fortunato.
La donna lo sa già.

agosto 08, 2007

I compleanni


Ma perchè si deve essere sempre contenti e mostrarsi felici quando è il compleanno di qualcuno?
In fondo l'unica cosa che ha fatto, è quella di non morire per dodici mesi, no? :-)
E il regalo? L'altro giorno ho assistito a questo dialogo:

-Grazie, ti ringrazio moltissimo per il regalo!
-Ti è piaciuto davvero?
-Si, davvero molto! *
-Guarda che se non ti va bene, si può cambiare. *
-Va benissimo,grazie. Era da tanto tempo che desideravo averlo! *

* Nota Bene: Queste affermazioni, sono palesemente false.


:-)))

agosto 01, 2007

Ma si può essere più deficienti?


In Nuova Zelanda, è nata una nuova moda presso i talebani del "Vegetarianismo", i cosiddetti Vegan. Queste simpatiche ed equilibrate personcine, hanno deciso di rifiutare di avere rapporti sessuali con chi non fa parte della loro combriccola. E' una buona notizia. Facendo così, diminuiscono le probabilità che mettano al mondo dei poveri bambini con gravi carenze nutritive, ed educati al loro intelligente e sano modo di vivere.

Non è una provocazione, ma un desiderio


Il Paul Getty Museum di Los Angeles, ha ripreso le trattative per risolvere il contenzioso con il governo italiano, per l'eventuale restituzione di 46 opere d'arte che sarebbero state trafugate, e quindi esportate illegalmente parecchi anni fa, fino a "comparire" nel museo californiano, alcuni decenni dopo. Tra i 46 oggetti, vi è una statua in bronzo vecchia di 24 secoli. Chiaramente al museo, viene addebitato solamente l'incauto acquisto delle opere d'arte del contendere.


Bene. Anzi, male. Come italiano, potrebbe farmi piacere che le opere in questione tornino da noi. Ma in realtà, mi auguro che rimangano li dove sono. Le opere d'arte, specie se antiche ed importanti come la statua in bronzo del IV secolo avanti Cristo, non sono proprietà di questo o quel paese, ma sono patrimonio dell'umanità intera. Sono di tutti noi, ed è giusto che siano a disposizione di tutti, studiosi e persone comuni.


E' cosa tristemente nota, che gli scantinati dei musei italiani letteralmente traboccano di opere di ogni età che non sono neppure state catalogate. Sono li a marcire, a deteriorarsi, in balia del tempo e dei ladri; non sappiamo neppure esattamente cosa c'è in quelle cantine. Questo è il modo che abbiamo di valorizzare i nostri tesori storici. Vogliamo aggiungerne altri? Così facendo, non faremmo altro che sottrarre altri pezzi di storia alla fruibilità di tutti.


Molto meglio che rimangano in custodia a chi li sa valorizzare e se ne prende cura. Quasi quasi si può pensare che chi li ha trafugati, oltre ad averne avuto un illecito guadagno, ha fatto un piacere all'umanità intera.

luglio 30, 2007

Pubblicità comparativa


CocaCola vs Pepsi

Trovata sul Web, e dove altrimenti? L'ho trovata carina ed ho deciso di pubblicarla. Probabilmente non piacerà alle femministe, ma non me ne frega niente. E poi le femministe mi stano anche sugli zebedei... ;-)

luglio 29, 2007

Una voce suadente


L'altro giorno, tra i messaggi lasciati sulla mia segreteria telefonica, tutti messaggi inerenti il lavoro, mi ha colpito la voce di una fanciulla; una voce a dir poco suadente, di quelle che ti distraggono dal messaggio in se, pura ambrosia per il senso dell'udito. Una di quelle voci che se senti da parte di un'hostess durante il volo, mentre ti dice: "Raddrizzi lo schienale. Stiamo per andare a schiantarci contro una montagna", ti viene da risponderle: "Ok, cosa ne pensa se ci troviamo dopo lo schianto a fianco della scatola nera, per un aperitivo? Io porto il pacchetto di noccioline... "

Mamma mia, che voce! Non pensavo si potesse sedurre qualcuno con così poco. Sono strano?

luglio 27, 2007

Il congiuntivo... roba che si mangia?



Non sono certamente un cultore della lingua italiana e neppure mi scandalizzo quando qualcuno commette errori grammaticali o di sintassi; non abbiamo tutti la stessa cultura, e la vita porta a percorsi scolastici o di studio in generale, diversi, e poi chissà quanti ne commetto anch'io. Un’eccezione però la faccio. Sono i giornalisti. La realtà del giornalismo italiano è davvero triste. Facendo davvero poche eccezioni, ci troviamo ad avere a che fare con una massa di ignoranti, di deficienti (nel senso latino di deficere, meglio specificare prima che qualche “dotto” giornalista fraintenda).
Basta sfogliare un quotidiano per rendersene conto. I congiuntivi sono oramai praticamente inesistenti anche nei titoli; forme dialettali e castronerie ogni poche righe, citazioni completamente sballate, apostrofi sparsi a caso, qualche h aggiunta qui e la…Cose inammissibili per chi fa della lingua parlata e scritta la sua professione. Il bello è che i signori giornalisti appartengono ad una vera e propria casta, un club esclusivo con metodi che ricordano. L’Ordine dei Giornalisti esiste solo in Italia. Sono tutti cretini negli altri paesi? O magari è solo un modo per proteggere i privilegi di una categoria professionale che non ha altri mezzi per farsi valere e rispettare? La professionalità, quando c'è, non dovrebbe bastare? Il punto non è questo, ma il fatto che le lauree, gli esami di ammissione, i praticantati etc., non proteggono questi professionisti dalle figuracce da ignoranti che quotidianamente fanno senza mostrare il minimo pudore. Ripeto, non vorrei generalizzare troppo. Ma lo scrivere corretto, pulito ed elegante non fa parte certamente della maggioranza di questi professionisti. Sono senza pudore. Vergogna!

luglio 24, 2007

Donne


Ok, mi arrendo. Davvero non capisco come pensano le donne. Le ho osservate, ho parlato con loro, le ho studiate. Ho chiesto loro di studiare me, ma devo ammettere che sono nuovamente al punto di partenza. Penso però che gli uomini siano segretamente felici di non riuscire ad immaginare e gestire il rapporto tra uomini e donne in modo razionale. Ci mantiene in movimento. Fa in modo che i nostri pensieri non rimangano focalizzati su di noi stessi. E rende il genere femminile terribilmente affascinante. Per fortuna siete così diverse da noi!

luglio 18, 2007

Una domanda esistenziale


In questi giorni, sto passando un periodo intimista. La mia anima è scossa dai moti del Pensiero...

E allora mi chiedo: Perchè le Donne Vanno Sempre in Bagno in Coppia? :-))
Necessità di un attaccapanni? Urgenza di pettegolezzo? Motivi di "sicurezza"? Se qualcuna volesse rispondermi, sappia che la cosa solleverebbe la mia anima da un peso insopportabile...

luglio 14, 2007

Quasi invidia

Non so se vi è mai capitato di leggere qualche cosa e di sentirlo vostro. Come se l'aveste scritto voi. Senza se e senza ma. Di provare una sorta di invidia per non essere arrivati prima, e ovviamente, almeno per me, di non avere la capacità di rendere le sensazioni e la profondità di pensiero che ha portato l'autrice o l'autore a scrivere quello che state leggendo.
A me è capitato solo una volta, e parecchi anni fa. E' uno dei più famosi scritti di Rudyard Kipling, il famosissimo poema "If". E' una sorta di testamento morale che ogni volta che rileggo, riesce ad emozionarmi come fosse la prima.
Mi permetto di riportarlo in lingua originale. Chi volesse, lo può trovare qui tradotto in italiano.

IF

IF you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you,
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too;
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, nor talk too wise:
If you can dream - and not make dreams your master;
If you can think - and not make thoughts your aim;
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same;
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to,
broken,And stoop and build 'em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss;
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: 'Hold on!'
If you can talk with crowds and keep your virtue,
' Or walk with Kings - nor lose the common touch,
if neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much;
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And - which is more - you'll be a Man, my son!


R. Kipling

giugno 29, 2007

Anche senza consultare statistiche...


...la povertà è in aumento. Ho intenzione di dare vita ad una Fondazione per aiutare questa povera ragazza, e tutte coloro che si trovano in queste condizioni. Chi mi dà una mano?

giugno 24, 2007

Raggiungere l'obiettivo


Tutti noi abbiamo dei progetti, o almeno dovremmo averne. Ci prefiggiamo degli obiettivi da raggiungere. La distanza che ci separa dall’obiettivo però la decidiamo noi, non l’obiettivo stesso in se. Personalmente ho imparato che per raggiungere lo scopo che ci siamo prefissati, servono due cose: l’emozione e la rabbia.
L’emozione è ciò che ci fa agire, che ci fa fare le cose necessarie ma che non abbiamo voglia di fare. E’ ciò che ci fa “vendere” noi stessi, che ci fa essere credibili, ed essere credibili è indispensabile. Quando andiamo in farmacia ad acquistare un farmaco, in realtà non acquistiamo il farmaco, ma il medico che ce lo ha prescritto, la sua credibilità, la fiducia che abbiamo in lui. Se siamo emozionati per qualche cosa, vuole dire che ci crediamo veramente, che l’abbiamo fatto nostro. Riusciamo quindi più facilmente a far si che i consigli ed i pareri non richiesti delle altre persone, non ci rallentino e non ci distraggano dal raggiungimento dell’obiettivo, ed in più riusciamo a trasmettere la nostra emozione; questa viene percepita in modo direi empatico, non razionale.
La rabbia invece è ciò che ci fa superare le avversità, i momenti difficili ed i “bassi” che inevitabilmente seguono gli “alti” sulla strada per il raggiungimento dell’obiettivo. Credo che passione e rabbia ci rendano davvero invincibili per il raggiungimento del successo. Il successo non ci viene a cercare, lo dobbiamo costruire noi giorno per giorno.

giugno 16, 2007

Non è della Lancôme....


Vi consiglio di andare a dare un'occhiata a questo link! Non riesco nemmeno a commentare, ma se ci riuscite voi, vi leggerò volentieri.

maggio 18, 2007

Perchè le donne non sono bravi meccanici...


...non servono altre spiegazioni!

marzo 31, 2007

Ipocrisia del linguaggio politicamente corretto



Con questo post inauguro una piccola rubrica: "digitus impudicus". Vi troverete tutto quello che di volta in volta merita il mio più sentito e convinto dito medio sollevato.

E' da qualche anno che sui giornali, in televisione e nei discorsi dei cosiddetti radical-chic assistiamo all'uso di termini che grondano ipocrisia in modo rivoltante: diversamente abile, operatore ecologico, non vedente etc.
Una persona così sfortunata da vivere con un handicap, si sente per caso meglio se lo chiamiamo "diversamente abile"? Portiamo loro più rispetto per caso? Un mio conoscente in queste condizioni, si sente addirittura offeso quando sente usare questi termini.
Che significato ha chiamare un cieco "non vedente"? E' più dignitoso chiamare uno spazzino, "operatore ecologico"?
Levo con forza il mio digitus impudicus a questa ipocrisia dilagante del politicamente corretto!

marzo 30, 2007

Siamo tutti Leonard Zelig?


Qualche anno fa, Woody Allen scrisse e diresse il film Zelig, l'avete visto? E' la storia di un attore fallito di New York, di origine ebrea e con una cronica carenza di affetto nonchè sofferente delle molte classiche fobie e debolezze dei personaggi tipici della produzione del regista. La particolarità, geniale, del protagonista Leonard Zelig, è quella di assumere le peculiarità e la fisicità di tutti coloro con i quali viene in contatto; una specie di camaleonte che però agisce inconciamente. Film molto gustoso che qualora non abbiate già visto, vi consiglio.

L'ho rivisto recentemente e mi sono chiesto: cosa spinge la maggior parte delle persone a conformarsi con chi sta loro intorno? Il fenomeno è molto ben studiato nei soggetti di giovane età, sopratutto durante la pubertà; la necessità di fare parte del "branco", di sentirsi accettato e di mitigare le insicurezze stemperandole insieme ai propri simili. Ma gli adulti?

E' immaturità? E' paura del giudizio di chi ci conosce? Se questa è la risposta, vuole dire che siamo tutti immaturi ed insicuri. Quante sono ad esempio le persone che si vestono solamente come piace a loro e non per piacere agli altri? Ovviamente capisco che ci sono anche esigenze come il rispettare le usanze ed una certa formalità; non pretendo che un avvocato vada in tribunale con i bermuda ed una maglietta...

E' evidente quindi che l'ambiente che ci circonda ci influenza nel profondo, anche e sopratutto dal punto di vista psicologico. Per rimanere nell'esempio del vestiario, se per andare al lavoro sono "costretto" ad indossare giacca e cravatta, ma così vestito non mi sento a mio agio e preferirei mettere jans e maglietta, piaccia o no agirò in qualche modo in maniera non istintiva; il solo fatto di dovere recitare una parte che non è mia nel modo di muovermi e di rapportarmi con gli altri, onfluenzerà anche il mio modo di ragionare ed affrontare gli eventi e le persone che mi circondano.
Cosa ne pensate?

marzo 13, 2007

Perchè ho scelto L'Urlo...

E' un dipinto che mi ha sempre colpito molto. Angosciante, disperato,terribile, un grido che vorrebbe essere liberatorio, ma non ci riesce. Un'immagine che mi induce a guardare dentro di me, ma non in modo pessimistico; che mi aiuta ad esorcizzare ciò che ci fa paura.